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Nell'ultimo anno L.F.I. ha dato corso alla realizzazione del piano industriale, iniziando il processo di societarizzazione che si è concretizzato con la costituzione delle seguenti società:

LA FERROVIARIA ITALIANA S.P.A.
Sede Legale: Arezzo- Via Guido Monaco, 37
Capitale Sociale € 3.163.752,00 i.v.
Registro delle Imprese di Arezzo n. 00092220516 (già 168)
R.E.A. n. 8700 |
T.F.T. S.p.A. "Trasporto Ferroviario Toscano" società dove sono confluite tutte le attività relative al trasporto ferroviario incluso mezzi e personale.

TRASPORTO FERROVIARIO TOSCANO S.p.A.
Sede Legale: Arezzo - Via Guido Monaco, 37
Capitale Sociale € 12.500.000,00 i.v.
Registro delle Imprese di Arezzo n. 01816540510
R.E.A. n. 141265 |
R.F.T. S.p.A. "Rete Ferroviaria Toscana" società dove sono confluite tutte le attività relative alla gestione della rete ferroviaria tra Arezzo e Stia e Arezzo Sinalunga incluso il relativo personale.
RETE FERROVIARIA TOSCANA S.p.A.
Sede Legale: Arezzo - Via Guido Monaco, 37
Capitale Sociale € 200.000,00 i.v.
Registro delle Imprese di Arezzo n. 01816550519
R.E.A. n. 141266 |
LFI Service S.r.L. Società immobiliare e di servizi che ricomprende tutto il patrimonio immobiliare di L.F.I.
L.F.I è rimasta come funzione di Holding dell'intero gruppo e come società dei gestione dei servizi su gomma in attesa che anche questo ramo di attività venga scisso dalla holding |
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| Organigramma della Holding LFI |
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| La struttura della società con certificazione ISO 9000 della Holding LFI sia individualmente che come gruppo: |
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| La struttura della società con certificazione SA 8000 della Holding LFI sia individualmente che come gruppo: |
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| In data 30 gennaio 1914 si costituisce la Soc. Anonima La Ferroviaria Italiana che ottiene in concessione i lavori di costruzione della linea ferroviaria Arezzo-Sinalunga. I suddetti lavori, causa la guerra e gli eventi successivi, vengono sospesi e ripresi nel 1924. La Società concessionaria opta per una coraggiosa scelta tecnica decidendo di elettrificare la linea a 3.000 Volt corrente continua da linea aerea (le FS stanno effettuando proprio in quegli anni gli esperimenti sulla Benevento-Foggia) e a tale scopo stipula una convenzione addizionale resa esecutiva con R.D. del 9 giugno 1927. I lavori di elettrificazione sono diretti dall’ingegnere svizzero Giacomo Sutter, presidente della L.F.I. e si concludono il 3 settembre 1930 quando la ferrovia viene aperta all’esercizio fra Sinalunga ed Arezzo-Pescaiola. Nelle more dell’attivazione del raccordo con Arezzo FS (1,667 km), che avviene il 5 aprile 1932, il collegamento è assicurato dalla stessa esercente con un servizio navetta su autobus. Dal maggio 1944 all’aprile 1948 l’esercizio ferroviario, causa i bombardamenti alle infrastrutture, è sospeso. La gestione riprende parzialmente fino al marzo 1949 dopo di che, a seguito anche del ripristino della linea elettrica, riprende per l’intera linea. Nel 1950, dopo lunge trattative con il Ministero dei Trasporti e con La Soc. Veneta, che aveva gestito la ferrovia Arezzo-Stia dal 1888 al 1944, la Soc. LFI subentra alla Soc. Veneta nella gestione della ferrovia del Casentino riaperta al servizio dopo 6 anni di interruzione a causa dei gravi danni subiti durante la guerra. L’accorpamento nella gestione di queste due ferrovie consente indubbi vantaggi gestionali e fino alla metà degli anni sessanta, cioè fino all’inizio del boom della motorizzazione privata, la gestione sia del trasporto viaggiatori sia del trasporto merci beneficia della forte domanda del settore. Con lo sviluppo del trasporto privato e del boom della motorizzazione privata si verifica un periodo di difficoltà economiche che si concretizzano nel 1969 con l’ingresso nel Capitale Sociale di azionisti pubblici: prima la sola Provincia di Arezo, poi anche il Comune di Arezzo e successivamente, con più operazioni di aumento di capitale Sociale anche la Provincia di Siena e altri 31 comuni, di cui 13 del Casentino, 7 della Valdichiana Aretina e 7 della Valdichiana senese. Nel frattempo, dal 1970 fino al 1 luglio 1982 (data in cui viene fatto l’ultimo rilevamento, quello dei rami aziendali Sita di Chianciano e del Casentino) la Soc. LFI subentra a numerose aziende di trasporto su gomma entrate in crisi con il boom del trasporto privato. Vengono così incorporate anche aziende e dipendenti con un glorioso passato quali la Lapea e la Cortonese Autoservizi, oltre alla stessa SITA. L’espansione dei servizi su gomma avviene dapprima solo attorno alle due ferrovie (la LFI è una delle poche aziende italiane che offre un servizio integrato ferro-gomma) e poi sull’intero territorio delle tre vallate: Casentino, Valdichiana aretine e Valdichiana senese, territorio che coincide con quello dei 32 Comuni soci e corrisponde a ben 2.820 kmq. su cui sono residenti ben 270.000 abitanti, cui la Soc. LFI offre servizi giornalieri con un parco rotabile composto da 10 locomotori, 5 elttromotrici, 8 carrozze semipilota, 9 carrozze e 147 autobus, di cui ben 15 sono da noleggio di rimessa. Mediamente vengono trasportati tutti i giorni oltre 20.000 passeggeri. Dal dicembre 2002 il 30 % delle azioni sono state cedute dalle due Province di Arezzo e Siena ad un raggruppamento di imprese, tra cui RATP di Parigi, ATAF di Firenze, TRAIN di Siena. A sua volta la LFI, seguendo una politica di espansione e di aggregazione. Ha acquistato il 31,84% delle azioni del TRAIN S.p.A. di Siena e il 12% delle azioni del COPIT S.p.A. di Pistoia. |
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